lunedì 28 dicembre 2020

LA SOCIETÀ POSTMODERNA (sociologia) 

La società industriale si contraddistingue per essere diversa da tutte le altre forme di società che l’hanno preceduta tanto da essere chiamata società post-moderna.Il concetto di postmoderno si deve al filosofo francese Jean-François Lyotard.Per Lyotard
ciò che caratterizza fondamentalmente l'epoca postmoderna è la "fine delle grandi narrazioni". Nel corso della storia tutte le società sono basate su grandi interpretazioni del mondo, appunto "
narrazioni" filosofiche, scientifiche, letterarie o religiose che hanno cercato di mettere ordine nella realtà e spiegare in maniera organica e unitaria il senso delle cose. La fine delle grandi narrazioni significa che questi grandiosi racconti universali, non hanno piu presa sulle persone, che non vi cercano più la ragione di ciò che accade né vi si rivolgono per capire come agire.  Nel dibattito sociologico contemporaneo il termine "postmoderno" ha sollevato non poche controversie: Jürgen Habermas e Anthony Giddens, che considera le trasformazioni sociali in atto non un radicale cambiamento rispetto al passato quanto, piuttosto, una sua radicalizzazione in altre parole, le tendenze contemporanee non sono correttamente rappresentate da un termine che pone l'accento sul superamento della modernità, ma al contrario, vanno indicate attraverso un'espressione che ne accentui la continuità con il passato. Egli propone quindi di parlare di "tarda modernità”. 

 Le caratteristiche della postmodernità sono 4:
• la centralità del sistema di informazione e comunicazione. Lo sviluppo dell'informatica e delle altre tecnologie dell'informazione negli ultimi decenni ha fatto sì che la produzione di dati e la diffusione di informazione acquisissero crescente importanza. 

- la tendenza alla globalizzazione e, simultaneamente, alla frammentazione . Si pensi alle cosiddette seconde generazioni di immigrati.

- l'accettazione delle diversità nel passato spesso si è tentato di superare le contraddizioni della condizione umana unificando i valori e i comportamenti delle persone, di solito appellandosi alla divinità o alla ragione. ad appartenenze culturali diverse; la cultura postmoderna si presenta come un insieme di significati, di valori, di stili di vita molto più frammentati e contraddittori rispetto al passato ma, al tempo stesso, è infinitamente più tollerante verso le diversità.

-clima diffuso di incertezza. In un tale panorama culturale prevale un vissuto di preoccupazione, di mancanza di certezze e di fragilità dei progetti personali. Il percorso biografico, infatti, non è più scandito da tappe ben precise come in passato quando, ad esempio, la fine degli studi coincideva con l'entrata nel mondo del lavoro, l'uscita dalla famiglia d'origine con la formazione di un nuovo nucleo famigliare ecc.

mercoledì 23 dicembre 2020

ARISTIDE GABELLI E LA "LEZIONE DI COSE" (pedagogia)

Una via intermedia tra il metodo di insegnamento herbartiano e quello piuttosto empirico. Pedagogista importante esponente dell'alta burocrazia ministeriale, membro del Consiglio superiore della Pubblica Istruzione, deputato al Parlamento, estensore dei programmi per scuola elementare, Gabelli fu personalità molto in vista nella vita scolastica, si deve un piccolo ma prezioso libretto intitolato Il metodo d'insegnamento nelle scuole elementari d'Italia che aiuta a capire una quali finalità doveva rispondere e di quali metodologie doveva avvalersi della scuola elementare, ufficialmente obbligatoria, ma alla quale accedevano soltanto due bambini su tre.
Il pedagogista italiano svolse un'approfondita riflessione sulla natura della scuola elementare, sulle sue finalità e sui compiti dei maestri. Il punto di partenza era proprio, l'efficacia della scuola è direttamente proporzionata alla capacità dei maestri di essere aderenti alle esperienze infantili. Gabelli auspicava l'impiego di un metodo intuitivo più importante degli stessi contenuti in produceva alla fine del processo formativo un individuo capace di pensare con la propria testa e non pronto soltanto a ripetere, magari senza avere capito. In questo modo i cittadini di domani sarebbero stati capaci di “usare la testa” e di inserirsi in modo costruttivo nella vita sociale.
Nel metodo educativo di Gabelli è presente una sensibilità pedagogica più attenta alle dinamiche infantili.

 IL MUTUO INSEGNAMENTO (pedagogia)

Il mutuo insegnamento è dovuto a due educatori inglesi Andrew Bell e Joseph Lancaster, che ebbero un intuizione, avvalersi degli allievi già alfabetizzati per aiutare i principianti. Bell presentò i risultati del suo esperimento di "mutua istruzione" quale sistema efficace ed economico tere l'analfabetismo in uno scritto che passò tuttavia sotto silenzio. Lo slogan era: "Il metodo con il quale una scuola intera o una famiglia può istruirsi da se stessa sotto la vigilanza di un di un solo maestro”. Il pastore quacchero Lancaster avviò in un sobborgo popolare di Londra, senza conoscere quanto già sperimentato da Bell, una per scuola gratuita i poveri
che ben presto contò un numero impressionante di frequentanti. Per far fronte alla mole di allievi, anche Lancaster li distribuì in piccoli gruppi secondo il livello delle conoscenze già possedute e li assegnò ad allievi già formati. Il bisogno di disporre di un metodo rapido ed economico di istruzione, avvertito nelle grandi città inglesi caratterizzate all'epoca da una tumultuosa industrializzazione e dallo spostamento di massa di contadini analfabeti dalla camp diffagna alla città, contributo impiego del metodo in tutto il Paese e, di lì a poco, also in Europe. Pur essendo tanto diversi, i due pedagogisti erano molto vicini negli aspetti organizzativi e didattici. Nelle scuole mutue l'insegnamento era limitato alla letteratura, alla scrittura e al calcolo, per le bambine, al cucito.Con qualche approssimazione si può affermare che l'apprendimento si configurava come una specie di catena di montaggio attraverso la quale si produceva un sapere semplice, principalmente a base mnemonica, adatto a persone destinate a restare in sociali umili e ad avvalersi delle loro capacità alfabetiche in modo piuttosto approssimativo. Pur con questa non secondaria riserva, occorre dire che l'esperienza delle scuole di mutuo insegnamento non passò invano sulla scena scolastica europea. Proprio a tali esperienze si fanno risalire l'insegnamento contemporaneo di lettura, scrittura e calcolo.

sabato 14 novembre 2020

 L'EDUCAZIONE E LA MODERNITÀ BORGHESE (pedagogia)

Durante il XIX secolo giunse a maturazione in Europa, un complesso processo il cui esito è stato definito della "società alfabeta" e cioè di una società nella quale viene ritenuta indispensabile per tutti la padronanza almenanza dei fondamentali elementsi del sapere: leggere, scrivere e far di conto. L'espressione "modernità" cominciò a essere impiegata in alternativa alle consuetudini tipiche della tradizione radicate nella fede religiosa e nei ritmi di vita della società rurale e per sottolineare invece altri valori come la superiorità della civiltà gradio industriale,la fiducia nel progresso, il principio della libera concorrenza, la visione laica dell'esistenza, il valore della razionalità. Si trattava, di dare vita a una società nuova imperniata su valori interamente deposti nelle mani degli uomini. Il mondo dell'educazione si trovò ben presto coinvolto nella realizzazione della nuova società in seguito a una
duplice sollecitazione
.
I sostenitori della modernità erano convinti che attraverso la generalizzazione della scuola i bambini sarebbero diventati adulti all'altezza dei tempi, capaci di inserirsi nella vita sociale e produttiva in modo attivo, di sconfiggere ogni forma di la superstizione di condividere una visione laica dell'esistenta. Il modello di vita borghese era considerato un esempio e andava esteso anche ai ceti sociali più poveri, semplici e spesso rozzi.
La fiducia nell’educazione, nella scuola e nella pedagogia come sapere in grado di orientare l’educazione accompagnò tutto il XIX secolo.


 BAMBINI E DONNE TRA SETTECENTO E OTTOCENTO (pedagogia)

Il dibattito educativo sulle peculiarità dell'infanzia, esso diede origine a due correnti di pensiero e di ricerca diverse ma complementari: la prima, ispirata a una concezione romantica dell'infanzia e dei suoi doni, di particolare interesse per filosofi, educatori e studiosi; Il secondo, che si concentra sulla componente organica e psicologica dell'essere umano, si è sviluppato principalmente in ambito medico. Per cogliere le origini di questa doppia matrice pedagogica, possiamo fare riferimento a due autori attivi entrambi all'inizio del XIX secolo: Johann Paul Friedrich Richter e Jean-Marie-Gaspard Itard. Vita e lavoro Johann Paul Friedrich Richter (1763-1825), studiò teologia a Lipsia fino a quando dovette interrompere gli studi e fuggire dalla capitale prussiana a causa dei debiti accumulati. Negli anni successivi ha fondato e diretto la scuola elementare di Schwarzenbach e in seguito ha lavorato anche come insegnante per alcune famiglie nobili. Come scrittore e scrittore, raggiunse una grande fama, ma anche per i suoi difficili rapporti con molti dei grandi rappresentanti della letteratura tedesca del tempo come Goethe e Schiller.
Come scrittore di questioni educative, Richter si contraddistinse sia per la sensibilità e per l’empatia che mostrò nei confronti del mondo infantile, sia per la delicatezza e la delicatezza, sia per la psicologia dei bambini.
In quest’ottica il bambino non veniva solo presentato come la
speranza per il mondo di domani
.
Egli era convinto che la crescita avesse bisogno di condizioni favorevoli. Alla trattatistica educativa di stampo tradizionale fortemente precettistica Richter oppose alla creazione di un'atmosfera educativa concreta, fatta di situazioni plausibili, attraverso le quali l'adulto viene guidato alla scoperta non solo dell’infanzia ma anche di se stesso.
Per la prima volta nella storia della medicina e della pedagogia, Itard verifica empiricamente l'impossibilità di fornire a un essere umano gli insegnamenti non ricevuti al momento opportuno, i soli che consente un corretto sviluppo psicofisico. Il caso di Victor, infatti, dimostrò che, anche se non sono riscontrabili anomalie genetiche, il bambino che non dispone di stimoli adeguati e di cura amorevoli nei primi anni di vita perde per sempre la possibilità di sviluppare pienamente le proprie capacità cognitive.
L’uomo allo stato di natura non è perfetto perché senza una società è come un animale incompiuto.
L’orientamento pedagogico di Itard è quello di Richter hanno un punto in comune ciò per la costruzione della scienza.


venerdì 6 novembre 2020

NAPOLEONE E LA NASCITA DEL CONTROLLO STATALE SULLA SCUOLA (pedagogia)

L'impero Napoleonico sembrò chiudere e inizia a concentrarsi su un sistema scolastico laico e statale.
Profondi cambiamenti avvengono invece nell'istruzione secondaria, la vera novità fu il liceo che avrebbe dovuto rappresentare la fucina della classe dirigente dell'impero.
Gli studi erano incentrati in lingue classiche e materie umanistiche ma c'erano anche le scienze esatte.
Ciò che distingueva veramente l'istruzione liceale era la sua organizzazione: il liceo si ispirava ad un ex collegio gesuitico.
La vita dei liceali era composta da un rigoroso controllo, dovevano vivere anche all'interno dell'istituto che seguissero programmi scolastici più rigidi.
Un luogo predisposto solo agli studenti migliori, prima di eseguire un università.
Nel 1808 venne varata la legge che fondò l'università imperiale, composta da tante accademie.
L'intero sistema scolastico era affidato a un grand maitre residente a Parigi.
Negli anni successivi, Bonaparte cercò di rendere ancora più centralizzato e gerarchico il sistema scolastico imperiale, al fine di renderne più semplice ed efficace il controllo. L'obiettivo era duplice: da un lato, si trattava di controllare i responsabili e i contenuti dell'insegnamento, al fine di essere sempre certi di ciò che i sudditi stanno imparando; dall'altro, per garantire la sopravvivenza delle scuole pubbliche era indispensabile circoscrivere quelle private, limitandone una volta per tutte l'espansione. La legge del 1802 fu applicata anche nella Repubblica italiana e nel Regno d'Italia. Questo Stato, con capitale Milano, legato alla Francia, comprendeva la Lombardia, il Novarese, il Veneto, il Trentino, il Friuli, l'Emilia-Romagna, le Marche. Per sovrintendere al funzionamento delle scuole fu istituita la Direzione generale della pubblica istruzione, che si può ritenere l'antenato del ministero della Pubblica Istruzione. L'obiettivo era quello di dotare ogni comune di una scuola, a carico delle finanze municipali.

LA RIVOLUZIONE E L'INFANZIA: DAL BAMBINO INNOCENTE AL FANCIULLO SOLDATO (pedagogia)

Il bambino fu eletto a simbolo della purezza, dell'innocenza, metafora dell'uomo nuovo e non corrotto dal passato.
Questa idealizzazione costituì un elemento centrale della propaganda e dell'ideologia rivoluzionaria.
Nei progetti educativi rivoluzionari il lavoro manuale e la fatica fisica erano concepiti come mezzi per fortificare la volontà, infondendo lo spirito di sacrificio, imponendo alla gioventù esercizi fisici.
Iniziarono ad esserci cambiamenti anche nel modo di intendere l’assistenza all’infanzia abbandonata e agli organi.
Si riprese la pedagogia di Pestalozzi con l’importanza del legame affettivo madre-figlio, composto da amore ed un educazione sana.
L’educazione familiare poteva garantire un’adeguata formazione morale.
Nel 1972 si arrivò alla promulgazione di una legge sull’adozione che però fu per tanto fermo ferma poiché poche persone erano disposte ad adottare bambini non propri.
Lo stato provvedeva agli orfani e alle famiglie, nazionalizzando l’assistenza pubblica.
Questa fratellanza laica “ garantiva a tutti i bambini, con o senza famiglia, l’uguaglianza dei diritti. Il concetto religioso di peccato così scompariva.
L’infanzia, divenne nel biennio giacobino modello di virtù morale e di coraggio militare.
Il bambino nasce innocente.
Sin da piccoli i bambini francesi dovevano imparare a divenire cittadini-soldato.
Il sistema sarebbe stato improntato alla massima austerità e a un controllo continuo: obbiettivo quello di formare un'uomo nuovo. 

ELABORAZIONE TEORICA E RICERCA EMPIRICA (sociologia) La sociologia ha elaborato e sviluppato metodi di rilevazione empirica . vuole avere ...