martedì 18 maggio 2021


MARIA MONTESSORI
(pedagogia)

Maria Montessori nacque il 31 agosto 1870 e fu per molto tempo il simbolo dell’educazione nuova.
Nel 1900 fu incaricata a dirigere la scuola magistrale ortofrenica.
Tornata in Europa nell'immediato dopoguerra, Maria Montessori ottenne finalmente molti riconoscimenti anche in Italia e trascorse gli ultimi anni assorbita in un'intensa attività di ripensamento e aggiornamento della sua concezione educativa; ne scrisse nelle opere che costituiscono il suo testamento pedagogico: Formazione dell'uomo e la mente del bambino.

Queste nuove scuole infantili, inizialmente destinate ai bambini di età compresa fra 3 e 6 anni, si caratterizzano in primo luogo per un'organizzazione dell'ambiente a misura di bambino. L'arredo scolastico e i materiali didattici sono predisposti in modo che ogni elemento possa essere agevolmente maneggiato e spostato. Gli oggetti non sono più nelle mani del maestro, ma sono offerti alla libera scelta degli allievi. Viene abolito il banco che tiene immobile l'alunno, costringendolo a compiere lavori ed esercizi obbligati. Al suo posto sono sistemati piccoli tavolini che agevolano il bambino a "fare da sé". All'insegnante è attribuito un compito non direttivo, bensì di consiglio, aiuto, sostegno e stimolo, evitando il ricorso a premi e castighi. Un secondo e decisivo aspetto riguarda il materiale didattico, detto anche "di sviluppo": solidi da incastrare, blocchi, tavolette, figure e solidi geometrici da ordinare secondo le dimensioni, matasse colorate, campanellini.

Il rinnovamento dell'educazione, in particolare dei metodi didattici, è correlato alla preparazione di "nuovi maestri" capaci di uno studio metodico dell'allievo, che deve essere condotto sulla guida dell'antropologia pedagogica (cioè una disciplina che utilizza i metodi e i dati dell'antropologia applicandoli alla pedagogia) e della psicologia sperimentale. Montessori parla della necessità di formare scienziati ". Mediante la formazione scientifica il maestro acquisisce un nuovo abito mentale fondato proprio sull'osservazione. La sua attenzione ai valori della pace e della solidarietà valori così attuali si spiega con l'aspettativa che non solo nel microcosmo dell'aula, ma a livello dell'umanità intera si creino le condizioni migliori per lo sviluppo sereno dei più piccoli.
Attualmente sono in funzione circa 25 mila scuole che utilizzato il metodo Montessoriano.

ATTIVISMO, ÉDOUARD CLAPARÈDE (pedagogia)

Édouard Claparède nacque a Ginevra il 24 marzo 1873 da una famiglia religiosa della buona borghesia. Dopo aver frequentato il locale collegio fondato nel XVI secolo da Calvino stesso, si orienta verso gli studi di Medicina, laureandosi nel 1897, si era avvicinato alle ricerche psicologiche e aveva trascorso un breve periodo di studi a Lipsia. Nel 1901, con Flournoy diede vita alla rivista “Archives de Psychologie”, nella quale pubblicò i suoi primi scritti, e nel 1904 divenne direttore del Laboratorio di psicologia sperimentale di Ginevra. In qualità di medico-psicologo si dedicò inizialmente a varie questioni tra le quali occupò sempre più spazio l'attenzione verso i ragazzi disabili.
La validità dell'azione educativa dipende dalla preparazione psicologica degli insegnanti e dalla loro capacità di avvalersi di uno "spirito scientifico" adeguato, in grado di aiutarli a migliorare la loro professione attraverso l'osservazione e la sperimentazione di nuove pratiche educative e didattiche.
La diversità delle attitudini ei differenti ritmi di sviluppo propri di ogni studente gli aspetti ignorati dalla scuola tradizionale richiedono un'organizzazione della vita scolastica "individualizzata" (non individualistica), cioè predisposta secondo i ritmi di apprendimento e le specifiche caratteristiche personali.                            
Claparede esemplifica in che modo questo sia possible: egli suggerisce il superamento del modello scolastico tradizionale articolato in classi rigide formate secondo il principio dell'età anagrafica e prospetta invece la possibilità di strutturare gli apprendimenti in classi mobili, classi parallele, sezioni parallele, discipline opzionali , impiego di materiali autocorrettivi ecc.
Alla pedagogia tradizionale, verbalistica e dogmatica, Claparède oppone la pedagogia sperimentale. Nessuna ragione teorica può sostenere l'idea che le questioni pedagogiche non vadano anch'esse sottoposte ad adeguata sperimentazione.

LA SCUOLA ATTIVA, JOHN DEWEY (pedagogia) 

Dewey è il più grande educatore del XX secolo: il teorico più organico di un nuovo modello di metodo di insegnamento influenzato da varie scienze dell'educazione; lo sperimentatore più critico della nuova educazione, ne ha anche delineato i difetti e le il ruolo politico della pedagogia e dell'educazione sono considerati i cardini di una società democratica. Inoltre, le idee di insegnamento di Dewey si sono diffuse in tutto il mondo e hanno portato profondi cambiamenti, acceso dibattiti ed esperimenti e riavviato metodi di insegnamento al centro dello sviluppo culturale contemporaneo in vari paesi.

Scuola e società è il fedele resoconto dell'esperienza compiuta dalla scuola sperimentale annessa alla Facoltà pedagogica di Chicago, basata sulle attività manuali, sulla cooperazione, sulla soluzione dei problemi.  Per non essere "imposta" e artificiale, la scuola va organizzata a partire dai bisogni e dagli infantili e deve funzionare come una piccola comunità nella quale si riproducono le caratteristiche, filtrate e semplificate, della vita sociale esterna.  Essa è concepita in forma "progressiva", in quanto attività che si svolge al suo interno presuppone uno sviluppo graduale dell'allievo, partendo dall'esperienza acquisita in famiglia e nell'ambiente sociale in cui egli vive. Dewey sostiene la "scuola attiva" incentrata sugli interessi degli allievi e sulle loro energie, lo fa non soltanto per ragioni psicologiche del  sapere inteso come processo continuo.  In la "verità" non è il frutto di una speculazione astratta e data una volta per tutte, ma è continuamente sottoposta alla verifica: è "vero" (e dunque utile) ciò che siamo in grado di produrre in modo concreto e tangibile  ai fini del cambiamento positivo di noi stessi e della società nella quale viviamo. L'educazione fondata sull'esperienza educativa significa espandere l'ambito dell'esperienza dell'alunno deve saper distinguere tra le esperienze utili destinate a "moltiplicarsi fecondamente" e quelle invece "infeconde".  Questo è possibile, secondo Dewey, nella misura in cui l'educatore sa creare le condizioni ambientali idonee affinché i desideri, i bisogni e le capacità possonao esprimersi liberamente.  Il cambiamento è affidato al pensiero “pragmatismo” la cui validità poggia su una riflessione volta alla conoscenza della realtà e alla sua trasformazione (il pensiero riflessivo).

domenica 9 maggio 2021

DISTRIBUZIONE INEGUALE DELLE RISORSE (antropologia)

Le economie locali entrano in un rapporto di articolazione con i sistemi finanziari, commerciali e industriali occidentali o asiatici, le trasformazioni possono essere rapide e rilevanti.
L'economia dell'affezione è, nella definizione di molti economisti, tipica delle società «tradizionali», «arcaiche», «sottosviluppate»; l'economia del valore, invece, sarebbe quella promossa dagli Stati attraverso progetti di sviluppo e iniziative che mirano a favorire l'inserimento di sistemi economici locali nella sfera del mercato. L'economia dell'affezione non è un'economia per sé «sottosviluppata». Per determinare se un'economia sia sviluppata oppure non bisogna infatti determinare i parametri e i criteri dello sviluppo. È certo che se tali parametri e tali criteri consistono nel produrre per la commercializzazione, ottenere profitti e reinvestirne una parte in altre attività produttive, oltre che nell'incremento dei consumi individuali, molti sistemi risultano sicuramente «sottosviluppati». L'economia dell'affezione, però, corrisponde a un modello produttivo e di scambio che può esistere accanto a quello basato sulla logica del mercato o che può rifiutare quest'ultimo perché giudicato dagli interessati socialmente dirompente. La persistenza delle economie dell'affezione è una delle ragioni principali del fallimento dei progetti di sviluppo ideati da operatori in prevalenza europei o nordamericani.
Negli anni 70 promuovevano un idea astratta di produttività.
L'introduzione di nuove tecnologie al fine di migliorare la produttività del lavoro agricolo, oltre a nuove sementi in grado di dare frutti più ricchi, ha comportato, in molti casi, profonde modificazioni nelle relazioni sociali. Questi cambiamenti hanno riguardato la maggior parte delle comunità contadine del Sud del mondo. Tali innovazioni tecnologiche e agricole vengono introdotte per far si che i contadini, anzíché produrre solo per il consumo o per lo scambio in natura, producano per il mercato.

L'ANTROPOLOGIA E IL MONDO GLOBALE (antropologia)

L'antropologia si avvicina ai differenti aspetti della vita culturale e sociale delle comunità umane.
Due elementi distinguono la nostra epoca con le epoche passate: l'interconnessione planetaria dei fenomeni sociali e tecnologici, e la grande velocità con cui questi fenomeni accadono e vengono influenzati.
I modelli di consumo e di comunicazione nella società attuale non tendono a livellarsi.
Le abitudini, la sensibilità estetica e la religione sono differenti in base alla società, inoltre il livello di conoscenze, ricchezza, accesso alle risorse variano da paese a paese, da regione a regione. Lo sfruttamento degli esseri umani, nonostante la continua riaffermazione dei diritti universali da parte degli Stati democratici e delle istituzioni internazionali come l'Onu, la Fao e l'Unesco, è in aumento, non solo nei Paesi poco sviluppati o poveri ma anche nei Paesi  occidentali e in quelli asiatici e sudamericani, sebbene alcuni di questi ultimi siano oggi in pieno sviluppo economico.  Le nuove forme di schiavitù (dallo sfruttamento dei lavoratori immigrati alla prostituzione minorile) si accompagnano ad altri fenomeni come le violenze nei confronti delle persone civili nei Paesi in guerra, il commercio degli organi e l'impiego di bambini negli eserciti mercenari e nelle milizie private. Nel momento in cui le tecnologie hanno sviluppi rapidi e la scienza è in grado di approntare i farmaci adatti a curare malattie importanti, in molti Paesi è ancora impossibile sconfiggere la malaria o il colera, entrambi debellati in Occidente ormai un secolo fa.  E le religioni, invece di essere un messaggio di fratellanza e di pace, si trasformano in armi di confronto e di scontro, ideologico e politico.
Oggi l'antropologia richiede, per studiare, l'applicazione dei principi e dei metodi elaboratori dalla disciplina stessa.

LA POLITICA: UNA COMPETIZIONE PER IL CONTROLLO DELLE RISORSE (antropologia)

IL CONTROLLO DELLE RISORSE (antropologia)

Nel corso della storia umana, l'antropologia ha sviluppato diversi campi professionali. Comprese l'antropologia economica e l'antropologia politica. La prima parte discute come produrre, distribuire e utilizzare le risorse materiali in varie società e culture e le differenze tra di esse. La seconda riguarda l'autorità, il potere, l'uguaglianza o la differenza tra individui e gruppi che sono gli elementi costitutivi della vita sociale. Fin dall'inizio, la società umana ha conosciuto lo stretto rapporto tra risorse e potere, ma questo rapporto cambia con i tempi e le circostanze.
In termini di risorse, bisogna comprendere beni materiali, specifici e tangibili, come acqua, denaro, grano e ferro, nonché bombe atomiche e merci "volatili". Le risorse possono essere di natura materiale o simboliche. Nel mondo occidentale, a causa dell'esistenza di una forte divisione del lavoro e del sistema di mercato da un lato, e di un sistema politico dall'altro, l'economia e la politica sono diverse. Pertanto, sebbene sappiamo che anche nell'Occidente moderno, questi due campi non sono realmente separati, ma questa distinzione tra economia e politica appare a tutti come una distinzione tra i propri due mondi. Di conseguenza, la maggior parte delle persone è apparsa per molto tempo perché mancava sia dell'economia reale che della vera organizzazione politica. In effetti, a queste persone mancano istituzioni come il supporto del mercato e le regole.
Malinowski ebbe modo di studiare una particolare forma di scambio chiamato kula. Egli lo defini uno scambio di tipo «rituale», in quanto privo di una funzione economica immediata.
Collane e bracciali restavano nelle mani di chi li riceveva o dei suoi eredi anche per molti anni, ma alla fine venivano sempre nuovi scambi. Durante le visite, gli scambi “rituali” erano seguiti da scambi “profani”, durante i quali i gruppi trattavano la cessione di oggetti d'uso corrente: strumenti, armi, reti da ne sca, alimenti, animali ecc. Gli oggetti rituali e quelli d'uso corrente scambiati durante le spedizioni costituivano dunque due tipi diversi di oggetti: beni di prestigio e beni di consumo, rispettivamente. Erano delle risorse materiali, ma i primi le collane e i bracciali, erano anche delle risorse simboliche grazie alle quali era più facile acquisire i beni d'uso corrente.
Il bestiame entra a far parte della compensazione matrimoniale, quindi non si può comprare.

ELABORAZIONE TEORICA E RICERCA EMPIRICA (sociologia) La sociologia ha elaborato e sviluppato metodi di rilevazione empirica . vuole avere ...