domenica 9 maggio 2021

DISTRIBUZIONE INEGUALE DELLE RISORSE (antropologia)

Le economie locali entrano in un rapporto di articolazione con i sistemi finanziari, commerciali e industriali occidentali o asiatici, le trasformazioni possono essere rapide e rilevanti.
L'economia dell'affezione è, nella definizione di molti economisti, tipica delle società «tradizionali», «arcaiche», «sottosviluppate»; l'economia del valore, invece, sarebbe quella promossa dagli Stati attraverso progetti di sviluppo e iniziative che mirano a favorire l'inserimento di sistemi economici locali nella sfera del mercato. L'economia dell'affezione non è un'economia per sé «sottosviluppata». Per determinare se un'economia sia sviluppata oppure non bisogna infatti determinare i parametri e i criteri dello sviluppo. È certo che se tali parametri e tali criteri consistono nel produrre per la commercializzazione, ottenere profitti e reinvestirne una parte in altre attività produttive, oltre che nell'incremento dei consumi individuali, molti sistemi risultano sicuramente «sottosviluppati». L'economia dell'affezione, però, corrisponde a un modello produttivo e di scambio che può esistere accanto a quello basato sulla logica del mercato o che può rifiutare quest'ultimo perché giudicato dagli interessati socialmente dirompente. La persistenza delle economie dell'affezione è una delle ragioni principali del fallimento dei progetti di sviluppo ideati da operatori in prevalenza europei o nordamericani.
Negli anni 70 promuovevano un idea astratta di produttività.
L'introduzione di nuove tecnologie al fine di migliorare la produttività del lavoro agricolo, oltre a nuove sementi in grado di dare frutti più ricchi, ha comportato, in molti casi, profonde modificazioni nelle relazioni sociali. Questi cambiamenti hanno riguardato la maggior parte delle comunità contadine del Sud del mondo. Tali innovazioni tecnologiche e agricole vengono introdotte per far si che i contadini, anzíché produrre solo per il consumo o per lo scambio in natura, producano per il mercato.

L'ANTROPOLOGIA E IL MONDO GLOBALE (antropologia)

L'antropologia si avvicina ai differenti aspetti della vita culturale e sociale delle comunità umane.
Due elementi distinguono la nostra epoca con le epoche passate: l'interconnessione planetaria dei fenomeni sociali e tecnologici, e la grande velocità con cui questi fenomeni accadono e vengono influenzati.
I modelli di consumo e di comunicazione nella società attuale non tendono a livellarsi.
Le abitudini, la sensibilità estetica e la religione sono differenti in base alla società, inoltre il livello di conoscenze, ricchezza, accesso alle risorse variano da paese a paese, da regione a regione. Lo sfruttamento degli esseri umani, nonostante la continua riaffermazione dei diritti universali da parte degli Stati democratici e delle istituzioni internazionali come l'Onu, la Fao e l'Unesco, è in aumento, non solo nei Paesi poco sviluppati o poveri ma anche nei Paesi  occidentali e in quelli asiatici e sudamericani, sebbene alcuni di questi ultimi siano oggi in pieno sviluppo economico.  Le nuove forme di schiavitù (dallo sfruttamento dei lavoratori immigrati alla prostituzione minorile) si accompagnano ad altri fenomeni come le violenze nei confronti delle persone civili nei Paesi in guerra, il commercio degli organi e l'impiego di bambini negli eserciti mercenari e nelle milizie private. Nel momento in cui le tecnologie hanno sviluppi rapidi e la scienza è in grado di approntare i farmaci adatti a curare malattie importanti, in molti Paesi è ancora impossibile sconfiggere la malaria o il colera, entrambi debellati in Occidente ormai un secolo fa.  E le religioni, invece di essere un messaggio di fratellanza e di pace, si trasformano in armi di confronto e di scontro, ideologico e politico.
Oggi l'antropologia richiede, per studiare, l'applicazione dei principi e dei metodi elaboratori dalla disciplina stessa.

LA POLITICA: UNA COMPETIZIONE PER IL CONTROLLO DELLE RISORSE (antropologia)

IL CONTROLLO DELLE RISORSE (antropologia)

Nel corso della storia umana, l'antropologia ha sviluppato diversi campi professionali. Comprese l'antropologia economica e l'antropologia politica. La prima parte discute come produrre, distribuire e utilizzare le risorse materiali in varie società e culture e le differenze tra di esse. La seconda riguarda l'autorità, il potere, l'uguaglianza o la differenza tra individui e gruppi che sono gli elementi costitutivi della vita sociale. Fin dall'inizio, la società umana ha conosciuto lo stretto rapporto tra risorse e potere, ma questo rapporto cambia con i tempi e le circostanze.
In termini di risorse, bisogna comprendere beni materiali, specifici e tangibili, come acqua, denaro, grano e ferro, nonché bombe atomiche e merci "volatili". Le risorse possono essere di natura materiale o simboliche. Nel mondo occidentale, a causa dell'esistenza di una forte divisione del lavoro e del sistema di mercato da un lato, e di un sistema politico dall'altro, l'economia e la politica sono diverse. Pertanto, sebbene sappiamo che anche nell'Occidente moderno, questi due campi non sono realmente separati, ma questa distinzione tra economia e politica appare a tutti come una distinzione tra i propri due mondi. Di conseguenza, la maggior parte delle persone è apparsa per molto tempo perché mancava sia dell'economia reale che della vera organizzazione politica. In effetti, a queste persone mancano istituzioni come il supporto del mercato e le regole.
Malinowski ebbe modo di studiare una particolare forma di scambio chiamato kula. Egli lo defini uno scambio di tipo «rituale», in quanto privo di una funzione economica immediata.
Collane e bracciali restavano nelle mani di chi li riceveva o dei suoi eredi anche per molti anni, ma alla fine venivano sempre nuovi scambi. Durante le visite, gli scambi “rituali” erano seguiti da scambi “profani”, durante i quali i gruppi trattavano la cessione di oggetti d'uso corrente: strumenti, armi, reti da ne sca, alimenti, animali ecc. Gli oggetti rituali e quelli d'uso corrente scambiati durante le spedizioni costituivano dunque due tipi diversi di oggetti: beni di prestigio e beni di consumo, rispettivamente. Erano delle risorse materiali, ma i primi le collane e i bracciali, erano anche delle risorse simboliche grazie alle quali era più facile acquisire i beni d'uso corrente.
Il bestiame entra a far parte della compensazione matrimoniale, quindi non si può comprare.

mercoledì 7 aprile 2021

I SIMBOLI SACRI (antropologia)

Fondamentale e universale risulta, per il modo in cui gli individui si accostano alla propria religione, l'uso di simboli sacri. Alla base di ogni religione vi sono alcuni simboli 'speciali' che rinviano ai valori fondamentali e ultimi di una visione religiosa. Tutti i simboli rimandano a una qualche "verità ultima" per coloro che riconoscono come sacri. I simboli religiosi sono, infatti, sacri, e quella dl sacro è una nozione centrale del pensiero.
Emile Durkheim definisce le cose sacre come separate da quelle profane e vietate a chi non è consacrato, cioè posto in uno stato tale da poter accedere ad esse. Secondo Durkheim, le cose sacre sono quelle suscitano rispetto e timore reverenziale negli esseri umani, al punto da essere concepite come
pericolose
per chiunque si avvicini senza essersi posto preventivamente nella condizione appropriata per farlo. I simboli sacri agiscono, su coloro che li riconoscono come tali, in due modi. Da un lato, li predispongono a compiere una certa azione; dall'altro, e al tempo stesso, suscitano in loro uno stato d'animo particolare.
I simboli sacri che producono, nell'anima di chi ne coglie il significato, un'idea di "ordine" nel senso pieno del termine. Questo ordine non è sistematico. Il tipo di ordine che suggeriscono i simboli sacri riguarda piuttosto la certezza che, nonostante il fatto che il mondo si presenti sotto forma di un insieme caotico di imprevedibile, doloroso e capace di sconvolgere l'universo morale degli esseri umani, c'è ancora in una certa realtà, immutabile su cui fare affidamento. È in questo modo che i simboli sacri vengono condivisi affinché la religione svolga la duplice funzione, integrativa e protettiva.

venerdì 2 aprile 2021

I CARATTERI DELLA DEMOCRAZIA (sociologia)

La democrazia è il regime che la sfera politica assume nelle società occidentali contemporanee.
Ha la capacità di conferire un alto grado di legittimità allo stato e a ogni forma di potere politico.
La democrazia resta un regime politico basato più di ogni altro sul consenso popolare, il consenso reso possibile dalla facoltà dei governati di controllare chi li governa. Qualsiasi regime politico cerca di ottenere dalla società il massimo consenso possibile.
In democrazia, la società esercita un controllo forte e continuo sul lavoro della sfera politica. Il meccanismo delle elezioni periodiche significa che gli elettori possono revocare il mandato dei loro rappresentanti e sostituirli con altri. Il pericolo della non rielezione è l'arma attraverso la quale la società lega a sé i detentori del potere politico e li sottopone al proprio controllo, stimolando in loro un senso di responsabilità civica.
Ci sono due forme di democrazia molto diverse. Nel primo caso abbiamo una democrazia indiretta, poiché il "popolo" decide solo attraverso l'intermediazione di uno o più rappresentanti. Nel secondo caso, invece, la democrazia è diretta popolo decide in prima persona.
In democrazia la società effettua un controllo forte e continuo sull’operato della sfera politica.


ALCUNI ASPETTI DELLA SFERA PUBBLICA (sociologia)

La dimensione politica dello società è più ampia delle istituzioni e organizzazioni statali.
La sfera pubblica non coincide con le istituzioni e organizzazioni statali.
Alla sociologia interessa sopratutto chiarire come tutti i soggetti sociali si comportino nell'affrontare le questioni di rilevanza collettiva.
Il concetto "società civile" viene usato frequentemente in sociologia per affrontare o risolvere questioni di rilevanza collettiva.
La società civile non si sostituisce né può sostituirsi allo stato.
La società vive di vita propria e la sfera politicanon ne è che una dimensione.
Sia nella dimensione istituzionale sia nella dimensione civile, la politica è la sfera di tutte quelle azioni, quei fenomeni quelle istituzioni il cui scopo finale consiste nel governare i comportamenti e gli atteggiamenti collettivi, nel risolvere i conflitti che di volta in volta si manifestano, nel gestire una parte delle risorse che la società produce.
Che si tratti di assumere posizioni nel governo, nel parlamento o nell'apparato statale, o assumere una posizione influente nel contesto generale della società, il soggetto sociale significa "proprio e non un processo".
L’intera comunità deve ottenere una posizione di potere per garantire che la sua voce venga ascoltata.
La politica è quella sfera della società in cui avvengono la distribuzione del potere politico e la lotta per la sua conquista, nonché quell'ambito in cui il potere politico viene esercitato nella definizione delle norme formali, nella risoluzione dei conflitti.

ELABORAZIONE TEORICA E RICERCA EMPIRICA (sociologia) La sociologia ha elaborato e sviluppato metodi di rilevazione empirica . vuole avere ...